mola

VOCE 02

Preservare, Valorizzare, Raccontare

LA VOCE DI MOLA

Domenica. Appuntamento in piazza. Mola timidamente si avvicina a noi e insieme ci dirigiamo verso casa sua. Con lui ci sono altri due amici. Si fermano a pranzo con noi. Mola vuole farci assaggiare dei piatti tipici della sua terra. La sua voce è calma così come le azioni che compie in cucina. Ci mostra la sua camera da letto e un suo vestito tradizionale del Mali. Le pareti intorno sono spoglie tranne che per un paio di quadri appesi e un mobile vuoto posizionato ad angolo tra i due divani. Al centro un tavolino intorno al quale mangeremo. Menù: tapioca con anguilla fritta, pomodori e cipolle.

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VOCE 02

Che partire può essere anche per gioco
Per curiosità
Per sentire la neve sotto i piedi
fredda e impalpabile come qualcosa che non c’è più
E invece è qui, sotto di me, su di me
Non so descriverla
Posso dirlo con una lingua che conosco solo io
che va dalla testa al cuore
Lì dove conservo le mie fotografie più care
Che di carta non possono essere
Su cui nessuna neve può posarsi
Su cui nessun tempo può ticchettare
Che non posso perdere
Anche quando solo con me stesso
parto
E non so nemmeno per dove.

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